Aura Battler Dunbine il model kit HG


Taglia la decal, immergila nell'acqua, posizionala, ripeti. Ripeti, ripeti, ripeti, e così per ore solo per mettere fregi e scritte sul VF-1 della Hasegawa quindi avevo bisogno di una pausa non dal modellismo in se ma da concetti davvero oltre le mie capacità.
Quindi mi sono fatto arrivare dal Giappone a poco un bellissimo HG della serie Aura Battler Dunbine che in pochi conoscono in Italia ma è un must nel Sol Levante.


Infatti la serie animata è realizzata nel 1983 non solo da Sunrise ma proprio dallo stesso Yoshiyuki Tomino però presenta un concept molto diverso.
In questa serie il protagonista Sho Zama dopo un incidente di motocross viene catapultato in un mondo fantasy chiamato Byston Well dove gli eserciti combattono con potenti macchine insettoidi antropomorfe dette Aura Battler.


Il model kit risale alla fine degli anni 90 ed è la seconda trasposizione in modellino realizzata dalla Bandai sfruttando questa volta le caratteristiche degli HG che stanno spopolando grazie ai Gunpla.


Nonostante un sistema simile ai primi modelli HG dei Gundam questi Aura Battler, non solo il Diunbine che è il mezzo del protagonista e prima uscita della serie, presentano differenze notevoli ed a volte scelte strutturalmente superiori a quelle adottate per i loro famosi cugini.
Il manuale è di poche pagine, con tanto di spot pubblicitario per la serie che nonostante le sue apparizioni in Super Robot Wars è poco conosciuta dagli occidentali.



Vediamo infatti come i piedi siano alieni agli standard di un Gunpla, non solo per la forma che come per tutti gli Aura Battler deriva dal fatto che sono realizzati con gli esoscheletri degli insetti e dei mostri giganti del mondo di Byston Well, e con pochi passaggi ed un po di pennellature si ottiene un effetto notevole.



Un altra particolarità delle gambe è che nonostante si tratti di un HG composto essenzialmente da due parti e delle poly cap le gambe presentano quasi un esoscheletro a cui va aggiunta nella giuntura una parte gommosa per simulare il tessuto muscolare.


Il fatto che ci sia uno sprue in lattice serve apposta per dare l'effetto nelle giunture e tutto sommato è un bel tocco di classe che va ad imprezziosire questo vecchio set differenziandolo dai soliti model kit vintage.



Un altra particolarità che colpisce, e che all'epoca della messa in onda della serie aveva reso quasi impossibile realizzare babbaccetti dedicati, sono le linee fortemente tondeggianti dei pezzi.
Per fortuna i gate degli sprue sono posizionati in modo saggio e facendo attenzione al taglio si riescono a rimuovere quasi senza lasciare traccia.


La plastica con cui sono realizzati, soprattutto le giunture dell'esoscheletro mi sembra più rigida di quella di un Gunpla moderno, ed alla fine serve una buona dose di panel line visto che la linea nera va eseguita a mano
Gli adsivi per coprire i pezzi sfrastaglati si applicano a raggiera ed una parte scompare nell'incavo dello snodo dando un ottimo effetto visivo.



La testa è composta da pochi pezzi, più gli adesivi per gli occhi ed i fregi gialli sul capo, ma personalmente la trovo molto gustosa.
Sarà quell'aspetto da cervo volante ma in generale l'aspetto del Dunbine e delgi altri Aura Battler mi gasa molto ed il contesto spirituale medievaleggiante in cui si muovono lo rende molto diverso dai soliti cloni di Gundam.


Le linee tonde vengono accentuate anche da piccoli escamotage come il copri snodo della spalla che conferisce al pezzo un aspetto accattivante invece delle solite spalline rigide dei primi Gunpla squadrati e tozzi.


Si continua con il copri braccio con i cavi gommosi che poi andranno inseriti nella spallina dando un effetto incredibile al pezzo e la possibilità di ruotarlo agevolmente cosa che con dei tubi rigidi, come quegli degli Zaku, sarebbe stato impossibile.



L'avanbraccio presenta non solo un esoscheletro, la cui giunzione visibile però è di plastica rigida, ma anche degli artigli che rappresentano una delle poche parti bianche del Dunbine.


Il pezzo finito con l'adesivo a raggiera e la giunzione gommosa è estremamente scenico ed ha come unico difetto le mani sagomate in lattice che non avendo lo snodo rigido locciano un po e non rimangono nella posizione voluta.


Un altra cosa da notare di questo vecchio modello è come si siano ingegnati per ridurre i costi di produzione usando solo due tipi di poly cap mentre i loro cugini robottoni ne usavano svariate forme e dimensioni su un singolo modello.



Indatti il torace usa il secondo tipo per gli incavi delle braccia mentre l'innesto del torace è dato da un pezzo di plastica rigido che consente una maggiore rigidità.


Quello che però mi ha davvero colpito è il cockpit su cui va posizionato il mini personaggio in dotazione.


Ebbene si, pur essendo un HG è provvisto di pilota da colorare come i modelli MG usciti qualche anno dopo ma non è tutto.


Il cockpit è chiuso da una plastica trasparente verde che lascia intravvedere l'interno dando un effetto visivo smodato per un HG ed è un peccato che nelle foto non si noti molto.


Vi assicuro che fa la sua porca figura e se qualcuno vuole sbattersi a colorare Sho e la strumentazione viene fuori una cosa da urlo.


Il bacino è stiloso perché anche qui il pezzo è sagomato e rende davvero bene anche se lo stampo non combacia perfettamente, magari ho avuto sfiga io, e rimane un po di spazio tra le due parti.


Si passa adesso alla parte che più mi ha attirato di questo kit ovvero le ali semitrasparenti, si tratta però di una plastica opaca e quasi gommosa diversa da quella delle nuove generazioni che invece è rigida e lucida.


Vanno innestate direttamente nel backpack ma anche qui locciano un po e difficilmente restano in posizione, questo mi ha un po deluso a dire il vero.


Comunque l'effetto finale è dannatamente bello e non oso pensare come dovessero sballarsi i bambini giapponesi infervorati con gli insetti.


Anche per le gambe ci sono le giunture carnose e per inserirle nel bacino bisogna fare un po di pressione ma poi restano al loro posto senza problemi e l'articolazione si snoda senza difficoltà.



Il risultato finale è un modellino davvero degno di nota grazie alle sue linee sinuose e certi dettagli che ne impreziosiscono le forme ma per completare il modello manca ancora un pezzo e poi l'equipaggiamento.



Il mantello infatti nonostante sia praticamente un monoblocco composto da due parti presenta diverse scanalature che vanno fatte risaltare ma la cosa più interessante sono i supporti snodati che donano un po di giogo al pezzo pur mantenendolo flessibile.


Il suo suo peso non risulta eccessivo dato che è cavo ed il Dunbine resta ben ancorato al terreno e molto posabile.


L'arma per il braccio sinistro è composta da pochi pezzi ma è bello notare come siano state usate plastiche scure per le canne così da dare un ottimo colpo d'occhio senza rifiniture.



Il fodero invece dovrebbe essere blu come il mantello ma devo dire che anche verde aqua marina non mi dispiace, così ,come la spada che è un pezzo unico ma con diverse scanalature, e grazie al supporto è possibile fissarlo a lato per fare scena.


Inizialmente volevo metterlo in posa con la spada sguainata ma nonostante la mano in lattice faccia ben presa, grazie al foro per innestare l'elsa, il polso non regge al peso e risulta impossibile posizionarla come si vuole.


Insomma non si può avere tutto ma già per quello che riesce a dare questo model kit vale ogni soldo che ho speso, praticamente di più per la spedizione che il modello in se, e mi sono divertito tantissimo a montarlo.
Si tratta di un ottimo kit per i neofiti, semplice e veloce da realizzare, che ha una grande resa con poche rifiniture e per questo davvero lodevole.
Non so se in futuro prenderò anche i restanti personaggi del set ma certamente sono soddisfatto del Dunbine HG e lo consiglio a tutti.

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