Il Gundam della domenica - Sengoku Astray Gundam, la bellezza degli HGBF


Negli articoli domenicali dedicati ai miei amati Gunpla mi sono sbizzarrito a parlare di diverse cose ma dopo i Gundam Marker e gli splendidi modelli RG, passando per i modulari IBO, non avevo ancora parlato di un filone che ha preso molto piede in Giappone e che presenta model kit di ottima fattura per la linea HG 1/144 ovvero i Build Fighters.
Tratti dalla serie animata Build Fighters a sua volta tratta dalla passione per i Gunpla e la loro customizzazione ogni modello di questa linea è di per se una rivisitazione di un grande classico, aggiornato e migliorato qualitativamente, che rendono davvero felici i fan.


Partiamo infatti dal primo modello che ho voluto possedere, seguito poi da tanti altri, ovvero il Sengoku Astray Gundam di Nils Nielsen che si vede in giusto due episodi ma ha subito gasato i fan con il suo design feudale e le doppie katane.


Anche se alcune parti sono simili alla controparte HG Astray Red Frame dopo la costruzione del torso si spazia in un altro mondo con dettagli da fare emergere con i colori ed alcune scelte stilistiche degne di nota per le articolazioni.


La testa è diversa dal modello base per la mascherina, simile a quelle dei samurai, che purtroppo è colorata da un adesivo e vista la minuta stazza ho deciso di non provarci neanche e tutto sommato sta bene anche così.



Una delle differenze maggiori tra il modello classico ed il Sengoku sono le spalle e le gambe, infatti i sobbri spallacci del Red Frame qui sono sostituiti da questi pezzi che dopo una passata di real touch e di colore nero diventano delle piccole meraviglie.


Anche qui c'è un adesivo metallizzato da applicare e la parte superiore serve come portaspada ad incastro.


Nella parte esterna invece si monta la "seconda mano" che è articolata in due punti per essere ripiegata in fase di riposo.


Il braccio in se è lo stesso della controparte vista in Gundam Seed e le parti bianche sono adesivi per risparmiare facendo monoblocco.


Nonostante ciò montato e rifinito il pezzo acquisisce un notevole spessore e le diverse colorazioni di plasteche ed adesivi crea un miscuglio armonioso che trasuda potenza.


La parte frontale è quindi completa e ben strutturata ma qualche gabola salta fuori sul retro.


Sia la parte posteriore della testa che della schiena hanno bisogno di diverse panel line per acquisire spessore e perdere il monocolore rosso.


I piedi sono diversi dal modello classico e ricordano i sandali dei samurai e con un po di panel line nere rendono una meraviglia perché il pezzo è pieno di dettagli da risaltare e non liscio come molti altri Gundam.


La costruzione delle gambe è articolata e la parte rossa fa anche da esoscheletro, non ai livelli di un RG ma decisamente meglio delle sole due polycap di un HG classico, ed anche qui ci vogliono un po di rifiniture negli ingranaggi e nello scarico laterale per dargli spessore.


La differenza principale con il modello base è il ginocchio che ricorda un po quello di uno ZZ visto che concettualmente fa anche da razzo ausiliario per la mobilità.


Montato il pezzo rende la gamba molto imponente ma devo ammettere meno posabile perché sebbene l'articolazione funzioni bene l'ingombro maggiore non permette facilmente certe pose.


Il bacino è dettagliato e tridimensionale, purtroppo la foto è troppo luminosa per notare tutti i dettagli ma è davvero ben fatto.


Una volta montato il pezzo inferiore del Sengoku Astray ha un peso notevole ed una grande stabilità, e come si può notare le ginocchia larghe impediscono al mezzo di stare a gambe unite.


Una cosa particolare per un HG è il doppio snodo sull'addome perché il classico perno del cinturone si attacca ad un alto pezzo con un altro perno così da avere un doppio snodo che rende il torso molto più mobile.


Ed ecco il risultato finale che mostra tutta la sua imponenza e necessita ancora di qualche lieve panel line per smorzare l'effetto bianco latte della plastica.


Essendo un HG purtroppo le spade non sono di plastica metallizzata ma si ottiene l'effetto con degli adesivi.


Anche il manico si crea con un adesivo dalla forma futuristica che fa piegato nel modo corretto stando attenti ai minuscoli bordi.


L'effetto finale è di tutto rispetto e manca solo un po di colore allo tsuba che ho reso dorato con un marker successivamente.


Ecco il modello con le spade inserite ma ora parliamo dell'aspetto più tamarro afggressivo del Sengoku Astray ovvero il suo scudo.


Di base è questo pataccone rosso mono pezzo e potrebbe sembrare la parte meno stilosa del model kit ma con qualche ritocco...


ma basta qualche ritocco che assume l'aspetto demoniaco di un oni con i razzi che fanno da occhi e le rifiniture a forma di denti.


Infine ecco il risultato completo con qualche panel line nera per dare risalto ai dettagli e devo dire che mi piace davvero un casino.
Sul retro la maniglia si incastra così da poterlo tenere sulla schiena, che fa un ottimo effetto, o in mano come scudo da difesa.


Durante la costruzione avanzano diversi pezzi del Red Frame normale che sono finiti nella mia scorta privata di pezzi, come per i LEGO, ma effettivamente sono così selettivi da non servire a nulla.


Iniziamo con qualche foto, sempre venute male perché il cellulare dovrebbe servire a telefonare e non per fare i servizi fotografici ai Gunpla, partiamo quindi da una posa classica con spada e scudo.


Ma ricordiamo anche che le due mani giganti si possono muovere in diversi modi ed anche impugnare le spade nonostante separare le dita non sia facile e si rischia di rovinare il manico della spada o almeno la sua colorazione.
Insomma questo è un modello favoloso che pur essendo apparso pochissimo, e solo in una serie secondaria, mi ha davvero gasato ed il suo model kit HGBF è uno spettacolo e risulta divertentissimo da costruire e perfezionare.

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